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Ha raggiunto di recente 200 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, è controverso e combatte battaglie per la libertà e la privacy, viene boicottato ma si diffonde col passaparola.

Soprattutto, sembra che in tantissimi lo stiano finalmente scoprendo come strumento di marketing.

Sto parlando di Telegram, app di messaggistica nata nel 2013 dagli autori del “Facebook russo” VK, i fratelli Nikolai e Pavel Durov.

Approfondiremo il suo utilizzo come strumento di content marketing nel mio intervento di sabato 19 maggio a DigitalkLive 2018, ma intanto anticipo qualcosa della mia felice esperienza con questo strumento.

#Telegram come strumento di content marketing: scopriamo come dare potere ai messaggi! @lucarinigiac
Un servizio veloce, in cloud, open-source, con le conversazioni criptate e inaccessibili ai controlli, con il quale si possono scambiare ogni tipo di contenuti e file, trasferendo fino a 1,5 giga di dati.

Si può utilizzare sullo smartphone o sul desktop e si sincronizza perfettamente tra i dispositivi.

Nell’ultimo mese ho visto nascere decine di canali personali e tematici, un’ondata di contenuti che ha portato sull’app cose interessanti e non i “soliti” bot che rilanciano articoli pubblicati altrove o sterili copia/incolla da altri social.

Telegram si può trasformare in una vera e propria estensione delle nostre attività online, se utilizzato in modo originale e peculiare: un canale di creazione/distribuzione di contenuti con tanto di notifiche, sondaggi, feedback, contatti diretti con gli iscritti, insights immediati e di facile lettura.

Oltre al nostro account utilizzabile come sistema di messaggistica, possiamo infatti creare dei Canali broadcast dove le persone possono iscriversi e ricevere – ma non pubblicare – messaggi. Solo noi siamo in grado di aggiornare il canale con i nostri contenuti.

Un sistema “verticale”, una piattaforma veloce e semplice per raggiungere chi è interessato a noi.

La mia esperienza, dopo una partenza po’ a singhiozzo, risale all’inizio del 2018.

Prima un paio di timidi esperimenti a fine gennaio, poi da febbraio la svolta: ho iniziato a pubblicare in maniera costante contenuti su web marketing e cultura digitale sul canale Telegram che ho chiamato Web, Social e Cultura.

Pubblicare in maniera costante, in senso letterale: un contenuto al giorno tutti i giorni. Precisamente, la mattina tra le 7 e la 9 circa.

E non qualcosa che ho già scritto sul blog. Sempre argomenti nuovi e mai visti altrove.

Anzi, il canale Telegram è diventato la forza motrice del resto dei miei contenuti.

Sono partito praticamente da zero e ad oggi (metà maggio) ho superato i 460 membri, ottenuti in modo organico, senza mai pagare per promozioni.

Telegram come strumento di content marketing

Su Telegram ho messo in atto una strategia unica: una sorta di mini-podcast, con tanto di immagine-teaser.

Ogni mattina, dopo la mia consueta rassegna stampa, prendo un argomento che ho preparato nel mio calendario editoriale o una notizia di attualità particolarmente significativa, creo un’immagine con Canva (ho trovato dopo un po’ il mio stile) e registro dai 3 ai 6 minuti di audio.

Dopodiché, invito i miei iscritti/ascoltatori a contattarmi se hanno qualcosa da aggiungere, opinioni o critiche, al mio contatto diretto @lucarinigiac_telegram

Sì, perché su Telegram basta avere il nickname di qualcuno per aggiungerlo alla rubrica e chattare, non serve inserire il numero di telefono.

Dopo i primi mesi di crescita (anche molto forte) i numeri si stanno assestando così come il pubblico che segue assiduamente gli aggiornamenti.

Questo dipende da molti fattori: giorni della settimana, utenti che vanno e vengono, notifiche silenziate/attivate, recupero dei contenuti inviati in maniera sequenziale in singoli giorni, etc.

Al momento in cui scrivo, sul canale ho una media di 250 visualizzazioni dei contenuti “del giorno”, a cui si sommano quelli che arrivano nei giorni successivi, che a distanza di una settimana fanno lievitare i numeri a 350-400 (che poi crescono ulteriormente con l’andare del tempo)

Magari per alcuni non sono grandi numeri, ma per un professionista (o un’azienda) sapere di avere ogni giorno minimo 250 persone che leggono/ascoltano i suoi contenuti su un’app non è poi così male, no?

Telegram come strumento di content marketing

Quand’è che gli iscritti al canale sono aumentati molto?

Sempre in corrispondenza di collaborazioni e menzioni di altri “telegramers” e dei loro contenuti o dei canali che ritengo particolarmente validi.

Fondamentalmente, l’utente che utilizza Telegram è attivo e curioso e ha voglia di sentire novità e contenuti che siano utili.

Per questo, selezionare, citare e collaborare è un ottimo modo per raggiungere altri pubblici potenzialmente simili al nostro.

Oltre a produrre i nostri contenuti secondo un calendario preciso, è saggio andare a cercare canali tematicamente simili, o assimilabili, con i quali stringere sinergie.

Non è necessario poi fare un contenuto tutti i giorni, ma è importante avere una regolarità e fissare degli appuntamenti che il pubblico possa ricordare o attendere con interesse.

Ci vediamo il 19 maggio al Digitalklive!